Il Testamento del gatto

Sottoscrivo in pieno cosa c’è scritto in questo brano ed ho fatto così, sia quando se ne è andato Matteo, ormai dieci anni fa, che Anselmo qualche mese dopo.

Il Testamento del Gatto

Prima di morire, gli uomini scrivono le loro volontà e il loro testamento, danno la loro casa e tutto ciò che hanno a coloro che stanno lasciando.
Se, con le mie zampine, potessi fare lo stesso, questo è quello che chiederei…
Ad un randagio povero e solitario darei:
– La mia casa felice.
– La mia ciotola e il mio letto accogliente, morbidi cuscini e tutti i miei giocattoli.
– La mano che accarezzava il mio pelo e la dolce voce che pronunciava il mio nome.
Darei al triste e spaventato gatto del gattile, il posto che avevo nel cuore pieno d’amore del mio umano, in cui non sembravano esserci limiti.
Quando morirò, per favore non dite: “Non prenderò mai più un altro gatto, perché la perdita e il dolore è più di quanto io possa sopportare”.
Andate invece da un gatto che non è amato, uno al quale la vita non ha riservato alcuna gioia, né speranza, e date il mio posto a lui.
Questa è l’unica cosa che posso dare… l’amore che ho lasciato alle spalle.

matteosplendido

KF2-2002

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